Sin dalla prima edizione, anno 1998, “OTTO ARTE” è stata una manifestazione che nel corso degli anni ha assunto sempre più le caratteristiche di un vero e proprio workshop. Per otto giorni consecutivi gli artisti di otto aree espressive diverse si sono incontrati ed hanno realizzato con modalità interattive e multimediali, secondo un filo tematico comune, opere di arti visive ed eventi performativi, in luoghi fortemente stimolanti sotto l’aspetto ispirativo e quindi creativo.
Da quando “OTTO ARTE” si svolge in buona parte a Porciano, è iniziato un progressivo processo di intensa creatività con il fine di dare a questo borgo montano murales, installazioni che possano durare nel tempo, favorendo così visite nel corso di tutto l’anno. Ora nel borgo, frazione del Comune di Ferentino, ma lontana dal capoluogo più di venti chilometri, percorrendo le stradine, le piazzette, i viottoli che portano in campagna, si possono godere scorci non più anonimi.
Ormai da tre anni alcune facciate di pietra, improvvidamente intonacate, non sono più “mute”. Grazie agli artisti di “OTTO ARTE” raccontano scene di vita contadina di una volta, illustrano poesie locali, oppure interpretano canzoni di Fabrizio De André.
Attualmente si contano più di venticinque interventi, che testimoniano l’ impegno degli artisti a valorizzare Porciano. È per questo che da due anni “OTTO ARTE”, oltre al ricorrente workshop, conta moltissimo sul work in progress, che offre l’opportunità di lavorare con tempi più diluiti nel corso degli otto mesi, a partire da maggio per terminare entro il 31 dicembre del corrente anno, e, in caso di lavoro non finito, riprendendo l’anno successivo. Così a Porciano i “lavori” sono sempre “in corso”.
Pertanto in questa XIII edizione proseguirà il <<work in progress>> a Porciano con l’obiettivo di recuperare, attraverso meditati interventi concordati con la direzione artistica, spazi e strutture pubblici, ora in completo stato di abbandono. Si garantisce così una maggiore attività artistica, anche se intervallata da periodi di pausa. Purtroppo il workshop di otto giorni non potrà effettuarsi perchè il nuovo “eco-albergo” , sul quale si confidava come ideale base logistica, non è ancora disponibile.
Per il work in progress, virtualmente iniziato il 1 maggio, la direzione artistica, insieme agli artisti, individuerà i luoghi che meritano interventi migliorativi sotto l’aspetto visivo attraverso l’arte. I soggetti dei murales, delle istallazioni e di altro, saranno legati a quanto suggerisce il borgo, con le sue costruzioni rurali, con il suo semplice ma funzionale impianto urbanistico quando era solo un insediamento essenzialmente di pastori. Ma verranno riproposte anche tematiche legate alla “POETICA DELL’OSTINAZIONE”, titolo conduttore dell’intera manifestazione “OTTO ARTE”. Per ora un gruppo di architetti, artisti visivi, è in procinto ad avviare un lavoro collettivo prettamente installativo, recuperando un piccolo manufatto destinato all’attesa degli autobus. È all’inizio del paese, ma lo stato in cui si trova non depone a favore per l’antico abitato, anch’esso in molti punti trascurato, con case disabitate e ruderi di stalle in pietra. Altri interventi si faranno lungo la strada principale con installazioni di “arte povera”, ma concettualmente ispirate alla poetica di Fabrizio De André, e cioè in “direzione contraria e ostinata”, un invito ad accogliere senza indugio. Si dovrebbe ottenere quindi un percorso lineare di opere di arte contemporanea, mentre quella “popolare” potrebbe essere ospitata, attraverso la tecnica del murales, su prospetti intonacati, giustificando così la presenza dell’intonaco, in un paese che prima era solo di pietre prelevate dal vicino castello. Pertanto si cercherà di stimolare il privato a commissionare o a mettere a disposizione superfici murarie affinché si possano raccontare usi e costumi del passato porcianese, in modo da rendere il borgo, nel tempo, un attrattore per il turismo principalmente culturale, e dirottarlo poi con visite guidate al non lontano Castello , un “castrum” medievale, i cui ruderi sono immersi nella boscaglia della Riserva Naturale di Canterno.
È un progetto ambizioso, che richiede il concorso degli abitanti stabili e non, oltre al Comune di Ferentino e all’Azienda Speciale Provinciale della Riserva Naturale di Canterno che devono ricordare di avere uno straordinario borgo per il suo paesaggio, per i percorsi che offre, e per un clima eccezionale.