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Tracce Inca[n/r]tate

Posted on Dicembre 21st, 2003 in Attività by Il Cartello

TRACCE INCA[N/R]TATE

CRISTINA CELARDI, GIANFRANCO QUATTROCIOCCHI, EMILIO POMPEO, FRANCESCO GIORGI, FRANCO PICCHI, MARCO DI TORRICE, MAURIZIO CONCUTELLI, ELISABETTA ROFFI ISABELLI, GIANNI SALVATORI, ANTONELLA MARIANI, MASSIMO PICCHI
Presentano:

GIAN CARLO CANEPA da FERENTINO

Ho accolto con piacere l’invito fattomi da Giancarlo di presentare la mostra di alcuni suoi lavori che si terrà a Ferentino a partire del 21 dicembre 2003. La nostra frequentazione, intensificatosi con la mia collaborazione alla realizzazione della sesta edizione di OTTOARTE, ha fatto si che diventassimo ottimi amici, oltre che consentirmi di approfondire la conoscenza di alcuni simpatici aspetti del suo carattere. Le sue doti umane sono notevoli, spicca su tutte la naturale predisposizione all’impegno civile e sociale oltre che politico, la eco delle sue battaglie in favore dei più deboli è spesso arrivata lontano. La sua carica di energia sembra inesauribile, passa con disinvoltura della realizzazione di un progetto all’altro, rasentando l’iperattività. Mi sarebbe piaciuto conoscere Giancarlo da bambino, immagino il piccolo Canepa come un rubicondo pargoletto dagli occhi vispi che sgambetta senza sosta mentre fa mille domande e che soprattutto, con la curiosità dei bimbi intelligenti, esplora ogni cosa che capiti a tiro, povera Canepa madre! Stargli dietro dev’essere stato ed tutt’ora veramente un’impresa!
L’esposizione delle sue realizzazioni non andrà semplicemente vista, ma sfogliata come un album di ricordi, dal quale potrà materializzarsi, come per incanto, il pargolo rompicoglioni. Che saltellando come un giullare guiderà i visitatori attraverso le pagine della vita di un artista, fatta di disegni, foto ricordo di installazioni e performance teatrali, maschere e poesie nate dall’amore per la vita.
È probabile che sia la curiosità di fanciullo intesa come brama di conoscenza, rimasta impressa in lui come un sacro crisma, ad aver portato Giancarlo Canepa alla ricerca ed alla sperimentazione dell’espressione artistica nelle sue disparate forme. Da bravo architetto ha saputo con indiscutibile maestria assemblare come tessere di un mosaico le opere esposte, ma incartate. E si è servito di esse per creare l’installazione che rappresenta la cronologia della sua vita.

Raimondo Pisano

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“La creatività ha questo di particolare in Canepa; si dà un progetto e lo viola continuamente. Il progetto resta una guida per l’azione: non un dogma”
Bruno Pozzato, Eco di Biella

“…pietre sedute comodamente su sedie, che osservano “l’intorno”, mentre immobili in una prospettiva che va dalla costruzione della vita alla pietra tombale, e della cui immobilità scivolano le poesie che Canepa ha sospeso nell’aria e scritto in particolari momenti della sua vita. In ognuna c’è una breve tracciato di sentimento che muta: l’ amore per il figlio, la rabbia contro gli “architetti di regime”, la passione per la sua terra, Ferentino, il suo giovane avatar, “piko!”…”
Cristina De Bermardis, La Repubblica

“Il percorso ricco di impegni e riconoscimenti di Giancarlo Canepa è ampiamente giustificato dai suoi disegni, interamente dedicati a un paesaggio nel quale scopre forme di vita, suggestive immagini di creature che si fondono con la natura a della quale prendono forma”
Giacomo Ferrera, Il Secolo XIX

“Accanto ai sereni paesaggi liguri e ciociari, ai contorti ulivi antropomorfi, l’artista ferentinate, che divide il suo tempo tra Ciociara e Genova, non dimentica di parlarci del mondo affamato ed impotente, dei deboli e degli indifesi. Gli occhi del piccolo africano che ci guardano dallo specchio della sua installazione sono quelli dei suoi versi scritti sui vetri aguzzi e macchiati di sangue che ci ricordano la fragilità della vita umana.”
Maria Catani, Cronache Cittadine

“…. aleggia una sottile atmosfera densa di inviti, dall’immaginario profumo di un fertile humus a quello intenso di un’aria cristallina, a conferma dello straordinario lindore della natura vista da Giancarlo Canepa”
Malda Mura Gazzetta del Lunedì

“Nell’installazione di Canepa le pietre incastrate nella grande croce sono materializzazione della sofferenza del genere umano, ma anche della possibilità di riscatto dalle battute della vita, attraverso l’incontenibile dolore della morte, che permette di raggiungere, come per un simbolico sacrifico, la salvezza”.
Loredana Rea, Ciociaria Oggi

Ass. IL CARTELLO per la promozione e la diffusione delle arti
Spazio espositivo: Ostello della Gioventù, Via Acropoli, Ferentino

Inaugurazione ore 18.30
Da domenica 21 dicembre 2003 a martedì 6 gennaio 2004
Orario dalle ore 16.30 alle ore 20.00

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Si ringrazia l’Assessore alla Cultura del Comune di Ferentino per la gentile concessione del locali per l’esposizione






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