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Il Cartello per la promozione e diffusione delle arti » Povera Ferentino!
Antiche Fornaci Giorgi - cotto fatto a mano, dal 1735 a Ferentino - sponsor principale Associazione Il Cartello per la promozione e diffusione delle arti


galleria degli artisti frintinu me nn't muri' amo le nuvolette - an award winning empty box Officina dell'arte di Acuto
 

Swiss+Art chiude il 25 aprile ma riapre il 1 giugno

Posted on aprile 24th, 2008 in Attività,Povera Ferentino! by piko!

Swiss+Art chiude il 25 aprile ma riapre il 1 giugno

Venerdì 25 aprile alle ore 18:30, presso il Mercato Romano Coperto, il magico Mandala degli artisti svizzeri Muriel e Rolf Sprecher verrà “dissolto” dal sottoscritto. Il tutto avverrà in una rarefatta atmosfera sciamanica, attraverso una impegnativa performance, al fine di prolugare il più possibile l’esistenza concettuale di questa opera, realizzata in ore di meticoloso lavoro.

L’idea di considerare ogni cosa immortale mi indurrà a riporre con estrema cura i materiali del Mandala in buste di plastica bianca trasparente.

Ad ogni spettatore ne verrà offerta una, e le rimanenti saranno conservate per una virtuale ricomposizione alla riapertura della mostra il primo giugno. Il paziente lavoro compositivo del Mandala svizzero va rispettato e difeso, come qualsiasi opera d’Arte. Una lezione che, per l’età che porto, spero sia recepita, specie da coloro che scalpitano per disporre del Mercato Romano.

Nel Mandala dei coniugi svizzeri emergono, come prodigio, i Sette Colli di Roma, contenuti nel canonico quadrato. La sistemazione ossessivamente ripetuta di posate colorate, intorno ad ogni colle di sabbia, conferisce a tutto l’insieme una intrigante e beffarda immagine: un grandioso “banchetto” romano pronto ad esser “preso a forchettate e cucchiaiate”, mentre la bellezza dell’antica Roma s’è volatilizzata.

Incombe sul Mandala un tripudio di negativi rettangolari, sospesi nel vuoto, riguardanti scorci monumentali di Roma, minati da fiammiferi incollati pronti a bruciarli. E’ evidente che gli autori hanno avvertito positivamente le energie donate dal Mercato Romano. Era un luogo vicino e forse al servizio del monumentale insediamento sacro, quale era l’Acropoli, e che sopravvive tutt’ora con la Cattedrale, che custodisce le spoglie del Martire Sant’Ambrogio.

Qualcuno degli svizzeri ha udito il caldo respiro degli “dei” ed io, il 25 aprile, ne raccoglierò le parole celate nella sabbia, o nei cilindri di marmo, miniature di colonne spezzate, o nelle immagini centuplicate dalla vista nel caleidoscopio che pende a disposizione degli occhi del visitatore.

Nulla va gettato via.
Un artista non può dichiararsi indipendente: il suo essere fluttua continuamente tra sensazioni ed emozioni come il buon vino in una botte.

Ferentino, grazie ai 1.200 km percorsi dagli artisti svizzeri, tredici, in un progetto della Galleria Macelleria d’Arte di San Gallo, diretta da Francesco Bonanno, è diventata uno dei centri italiani per scambi interculturali tra Svizzera ed Italia, ed in questo progetto rappresenta l’intero Lazio. Purtroppo nessun neoconsigliere comunale, tranne l’avv. Antonio Pompeo che si è scusato per non esser presente, si è visto all’inaugurazione di SwissArt. Giustificatissima l’assenza del riconfermato Sindaco Piergianni Fiorletta, colpito da un grave lutto, al quale rinnoviamo le più sentite condoglianze.

Ferentino, 23 Aprile 2008.

Gian Carlo Canepa

.

uffa, uffa, uffa il paesello.

premesso che gli organizzatori dell’altra mostra possiedono l’autorizzazione necessaria ad utilizzare il mercato romano coperto da mesi, che devono esporre ben 10 artisti e lo spazio è limitato, che spesso è difficile integrare opere esterne in una mostra allestita su altri temi (ecco perchè, anche in caso di opere di valore architettonico assoluto, si sceglie un posto invece che un altro), espongo una mia opinione personale, nel tentativo di non essere offensivo nè polemico nei confronti di nessuno, considerato il fatto che molti partecipanti all’altra mostra sono miei amici e godono della mia stima.

la situazione:

– una bella mostra spezzata in due parti. fin qui per me non c’è problema.

– rimozione delle installazioni. questo è un problema, vaglielo a dire te agli svizzeri che non ci hanno dormito per sistemarle.

– danno d’immagine per insensibilità e scarsa flessibilità. ah, questo è senza prezzo.

andando dritti al sodo, ecco le linee guida per evitare futuri intoppi di questo tipo:

– tutti dovrebbero imparare che convivere è possibile e anzi indispensabile (ma questo non dovrebbe nemmeno esser ricordato).

– l’assessore alla cultura dovrebbe mediare queste situazioni, cercando una sistemazione per entrambe le parti, possibilmente a priori.

– gian carlo canepa dovrebbe mostrare segni di apertura ed instaurare un dialogo, invece di rassegnarsi a dissolvere il mandala.

– essendo tutti miei amici, compresi i promotori dell’altra mostra (leggasi: vi sto pregando personalmente, per quanto possa valere), nel nome di uno spirito comune (se siamo 10 in tutto a ferentino, e ci dividiamo in 2 gruppi da 5 tra loro opposti, c’è qualcosa che non va nell’animo delle persone), per il rispetto del lavoro degli svizzeri (che non posson aver percorso 1.200 km per una installazione che dura 5 giorni!!!): ragioniamo col sorriso.

et voilà, la mia soluzione:

– lasciare il mandala (o tutte e due le installazioni che non possono esser smontate, corrispondenti alle prime due botteghe del mercato romano coperto) e rimuovere il resto.

capisco che sia una mediazione difficile da ottenere, ma è quello che si fa con tante opere inamovibili che adornano praticamente tutti gli spazi architettonici antichi, convertiti in spazi espositivi, e quello che secondo me andrebbe fatto in spazi pubblici, non privati.

marco infussi

 

ps: mi sa che è l’aria di ferentino che crea queste situazioni.
boh, fossimo al moma new york

non dimenticare l’associazionismo

Posted on marzo 26th, 2008 in Povera Ferentino! by piko!

dal blog picchisindaco.blogspot.com
la passeggiata nel centro storico

oggi, 9 marzo 2008, noi candidati alla carica di sindaco di ferentino, abbiamo accettato l’invito “disinteressato” del presidente dell’associazione “il cartello…” per effettuare un giro turistico per il centro storico di ferentino. si parte da porta montana e si giunge in poco meno di 5 minuti al mercato romano coperto. all’interno dell’antico mercato, troviamo la mostra “installata” da artisti facenti parte dell’associazione (presumo). qui abbiamo sostato per più di mezz’ora, ascoltando le richieste, non dei turisti, ma del presidente canepa, che chiedeva lampade per illuminare le sue opere esposte.
il giro turistico del centro storico si è poi concluso, passando per la piazza del duomo, a piazza mazzini.
mi domando una cosa, il centro storico per il noto architetto canepa, è circoscritto nel mercato romano?
che visite “disinteressate”!

.

non dimenticare l’associazionismo

una nota di gian carlo canepa

in una campagna elettorale sempre più stringente i candidati, le loro liste e partiti, dimenticano spesso che la vita sociale e culturale in questi cinque anni di amministrazione comunale è stata salvata dalle sole associazioni, dalle società sportive e dai comitati di zona.
si è costituito un invisibile ma fitto tessuto connettivo, che ha permesso attività in molteplici campi, supplendo alle oggettive carenze del comune, travolto da una crisi finanziaria che l’aveva portato al dissesto dopo un lungo ed inquietante oblio amministrativo.

per quanto riguarda il settore cultura, l’associazione il cartello per la promozione e diffusione delle arti ha intensificato il numero delle iniziative nel comune di ferentino, invece di diminuirlo in favore di attività in altri comuni o all’estero (frosinone, alvito, maissana, genova, berna, sangallo, miechow). si è arrivati ad una media di un evento al mese, grazie a piccoli e grandi sponsor, che hanno interessato quasi tutta l’estensione superficiale del comune, dando spazio e credito artistico a talentuosi giovani, totalmente dimenticati nella nostra zona.

sarebbe disonesto, però, non riconoscere la disponibilità dell’assessore avv. antonio pompeo che, nonostante l’esiguità dei fondi, non ha mai lesinato spazi, attrezzature ed interventi specifici da parte del personale comunale. resta pertanto inspiegabile che nell’opuscolo riguardante le attività e le realizzazioni dell’amministrazione comunale Fiorletta, non ci sia minimo accenno a quanto si è fatto in questi anni, ricordando che l’associazione ha raggiunto il decimo anno di vita, traguardo non comune in questa zona.

facciamo in conclusione presente che nella vita culturale ferentinate non ci sono stati solamente i gospel, ma numerosi altri eventi che hanno portato il nome di ferentino a girare nell’immenso universo di internet. una fra tutte, l’iniziativa “istituiamo il terzo tempo per dire no alla violenza nello sport”: nel campionato in corso è stato di fatto istituito un incontro a fine partita, anche se non ai livelli del rugby, ed è stata riconosciuta la paternità della promozione dell’idea proprio alla nostra associazione.

l’onestà intellettuale dovrebbe esser quindi reciproca e non univoca, ovvero solo da parte nostra.

arch. gian carlo canepa

 

per gli spiccioli…
precisazioni a cura di marco infussi
prendo spunto da questo minuscolo attrito, che minimizziamo in tutta tranquillità, per spiegare alcune intenzioni dell’associazione il cartello, in favore di tutti coloro che non conoscessero il vero stato delle cose:

1) il candidato picchi ha, di grazia, rimosso l’articolo e le sue imprecisioni; l’articolo è qui riportato per dovere di cronaca.

2) il vero senso della passeggiata nel centro storico: l’impossibilità di fruire dell’unica risorsa rimasta alla città di ferentino: i monumenti. un turista apprezzerebbe un centro tranquillo, rigoroso negli arredamenti, che favorisca passeggiate e che permetta di godere del panorama. tutte caratteristiche invalidate dall’eccessiva approssimatività nello svolgimento dei lavori pubblici, dalla mancanza di convinzione in scelte importanti (un occhio critico all’edilizia?) e dalla presenza di automobili nei posti più impensati.

3) la mostra presente nel mercato romano coperto rientra in uno scambio culturale con la città di san gallo* (suisse), ed è stata allestita in occasione della festa della donna da un gruppo di artisti donne, provenienti dalla regione lazio ed appunto dalla svizzera.
lo scambio si è invertito la scorsa settimana con la mostra praesentia latinorum, e si ripeterà a breve con suissart. questo vuol dire che il nome di ferentino, la cucina, l’ospitalità e la bellezza dei suoi tesori sono arrivati oltralpe, e non certo per merito di politici o campagne elettorali.
il canepa non è quindi l’autore delle opere esposte, nè sono di sua proprietà.
l’interesse è quello di permettere alla città di ferentino di uscire decorosamente da uno scambio di questo tipo.

4) le richieste di gian carlo canepa, e sono io stesso consapevole di quanto bislacche possano essere, sono volte a risolvere una questione che è in piedi da 5 anni: l’assoluta mancanza di strutturazione per gli ambienti che dovrebbero esser rivolti alle attività dei ragazzi.

mi sono fatto promotore della prima festa al mattatoio comunale dopo la riapertura e, nonostante le sovrapposizioni con i legittimi inquilini, ecco che altri ragazzi (non io, nè l’associazione, ma giovani che nemmeno conoscevo) organizzano le loro attività (vedi numerose altre feste e corso di djambee a cura di gabriele martini).
voglio allora ripetere la stessa esperienza per il mercato romano coperto, per il teatro romano di santa lucia, per piazza san giovanni, per vascello e per piazza martino filetico, in modo da recuperare spazi che devono (non “potrebbero”, ma devono!) esser destinati ai ragazzi. ma se gli ambienti non sono pronti (vedi strutture non a norma, mancato allaccio della corrente, mancata illuminazione, fornitura corrente limitata a 3kw) qualcuno deve pur farlo presente e sistemare le cose.

5) il punto della questione: il mercato romano coperto dispone di 3kw di corrente, che non bastano nemmeno a sostenere l’illuminazione che era stata installata dal comune (!!!). figuriamoci se bastano per i consumi di una manifestazione.
e sottolineo che quel che facciamo è gratuito, al massimo anzi ci perdiamo del denaro, quindi non dovrebbero esser cose che spettano a noi.

difatti ci facciamo promotori delle richieste e delle idee dei cittadini, presentandole periodicamente e secondo un più ampio progetto di priorità, che comprende anche porciano. noi si ragiona in maniera semplice: “se questa fosse casa mia, come potrei risolvere? come potrei attuare con minima spesa?”. e fortunatamente l’attuale amministrazione comunale, in particolare il sindaco fiorletta, ci concede un certo credito, dimostrato anche con le ripetute modifiche (purtroppo, in riparazione all’orrore) della scala per l’accesso al piazzale sottostante al martino filetico**.

chiedo quindi a chiunque un pizzico di pazienza, e la volontà di segnalare tempestivamente (anche a noi, info@associazioneilcartello.it) qualsiasi caso di malamministrazione, o idee che richiedono poco denaro, un pizzico di furbizia e d’amore per ferentino. nessuno vuole avere certi orrori davanti alla finestra di casa.
e magari mettiamoci anche la cortesia di risparmiare un certo disprezzo gratuito per il lavoro di quei tre, quattro ragazzi rimasti a marcire in un posto che da offrire ha davvero poco.

marco infussi

 

* vorrei far notare che la città di san gallo non è un paesello sperduto. è grande quanto frosinone, ma ha 8 musei e 5 gallerie. non circolano suv, ma ha un’infinità di librerie. è una delizia per i designers, in particolare per la piazza rossa, disegnata da pipilotti rist e carlos martinez, famosa in tutto il mondo.

** a questo proposito, colgo l’occasione per intimare al progettista ed alla ditta appaltatrice di avere almeno la dignità di richiedere un compenso ridotto, considerata la singolare bruttezza dell’opera e l’infinito ritardo nella realizzazione (doveva esser pronta a settembre 2007).

Giro ricognitivo nel Centro Storico con i candidati a Sindaco

Posted on marzo 14th, 2008 in Attività,Povera Ferentino! by piko!

La più completa disponibilità da parte dei cinque candidati sindaci al Comune di Ferentino a fare un giro ricognitivo nel Centro Storico è da considerare un segnale confortante per il futuro della Città.

All’unisono hanno dimostrato di porre la massima attenzione alle nostre osservazioni, che poi non sono altro che quelle dei turisti e dei residenti. Frequente il disagio ed il disappunto per il traffico veicolare, troppo sostenuto ed invasivo, a volte con automobilisti poco educati. Un grave inconveniente che non permette di godere appieno del percorso turistico segnalato, con la calma indispensabile ad apprezzare le numerose bellezze del centro storico ferentinate.

E’ auspicabile che la futura Amministrazione, indipendentemente da chi la guiderà, inizi ad adottare seri provvedimenti specie per quanto riguarda il traffico.
I cinque candidati sindaci, calatisi nel ruolo di turisti, hanno potuto constatare quanto il Mercato Romano Coperto del II secolo a. C. sia idoneo ad ospitare eventi culturali che interagiscano in modo intelligente con l’archeologia. Con interventi di lieve entità il Mercato Romano Coperto potrebbe essere un formidabile contenitore multimediale per mostre di arti visive, installazioni, videoproiezioni, concerti, spettacoli musicali e performativi di danza e teatro. Prova di tutto questo è la mostra “Arte è Donna”, aperta sino a lunedì 24 marzo nei giorni prefestivi e festivi. Un grosso neo è l’attuale illuminazione interna del Mercato: insufficiente e precaria. Basterebbe potenziarla a 6 Kwatt, sistemare meglio i corpi illuminanti, e realizzare nuove pedane in legno.

Restituire decoro al Portico di Piazza Matteotti

Posted on febbraio 9th, 2008 in Attività,Povera Ferentino! by piko!

giovedì 14 febbraio, giorno di san valentino, sotto il portico di piazza matteotti alle ore 18:00, prima della degustazione del famoso e pluripremiato “panfrutto” offerto dalla pasticceria battisti, avrà corso un significativo avvenimento.

il portico sarà chiamato portico di san valentino: è un’iniziativa dal carattere puramente simbolico, che restituisce una identità al porticato. ma sarà un degno portico solo quando il comune deciderà di intervenire, mettendo fine al degrado che investe l’intera piazza. scritte sui muri, intonaci sfogliati e cadenti, manifesti strappati ed affissioni selvagge, bacheche da risitemare, costruiscono uno scenario di deprimente disordine visivo.

l’immagine di ferentino, città d’arte, ne esce malconcia. paradossalmente il palazzo municipale è a pochi metri, e questo rende bene l’idea di quanto il potere non si dirami nemmeno alle zone più prossime al suo centro. nessun amministratore finora si è mai mosso, anche se i lavori non sono di grossa entità.

con qualche migliaio di euro il portico di san valentino (e l’intera piazza) assumerebbe un aspetto più gradevole, che favorirebbe la vita sociale del paese. inoltre, i titolari degli esercizi sono pronti a partecipare alle spese, e l’associazione il cartello per la promozione e diffusione delle arti è pronta a fornire una puntuale consulenza gratuita per donare il giusto senso estetico all’approvato (che non si ripeta più lo sfacelo della scala in piazza martino filetico!).

arch. gian carlo canepa
marco infussi

città di ferentino

Posted on gennaio 9th, 2008 in Povera Ferentino!,Spazi espositivi,video by piko!

Il Cartello & i cartelli

Posted on settembre 22nd, 2007 in Attività,Povera Ferentino! by piko!

ma come?! san VALENITNO?!finalmente, dopo anni di purgatorio, a Ferentino arriva una giusta valorizzazione di monumenti ed edifici storici. noi del cartello, che di cartelli ce ne intendiamo eccome, lodiamo l’impegno dell’amministrazione, ma vogliamo comunque spender qualche riga riguardo le indicazioni turistiche.

sorvoleremo i dubbi risultati del mezzo secolo precedente (abside di san valenitno, un solo cartello e pure con un errore di ortografia), ma visto che le indicazioni metalliche sono quel genere di arredamento urbano che fai una volta e sostituisci dopo cinquant’anni, si sperava in qualcosa di meglio.

le foto sono forse inutili, poichè ci troviamo direttamente davanti al monumento indicato.

alcune foto sono di pessima qualità, poichè san francesco appare per metà in ombra (non ci vuole un professionista per giudicare la foto utilizzata) e le bifore del palazzo consolare sono indistinguibili per quanto è sgranata la scansione (l’avranno mica fotografate col telefonino?). notiamo però che nella locandina ufficiale la stessa foto della chiesa di San Francesco assume tutt’altra valenza, avendo un bilanciamento dei chiaroscuri che invece nella serigrafia sul metallo è andato perduto: per questo la passiamo. altro discorso va fatto per la domus romana che, essendo all’interno della pro loco, andava giustamente segnalata all’esterno con una foto: ma di nuovo è stata utilizzata una immagine che non rende affatto giustizia allo scavo archeologico.

i testi sono laconici e, in assenza delle foto, avrebbero potuto (se non dovuto) esser tradotti in almeno altre due lingue della comunità europea: francese, tedesco, spagnolo a scelta. avrebbero altrimenti potuto fornire notizie più rilevanti sul monumento in questione.

purtroppo invece la mappa generale di ferentino è un capolavoro di inettitudine: indicazioni lacunose, strade indistinguibili per importanza e dimensioni, zone totalmente trascurate (san giovanni evangelista, santa maria dei cavalieri gaudenti e sant’ippolito in primis) e soprattutto colori deprimenti. non potevano semplicemente ristampare quelle già presenti sulle tante pubblicazioni, oppure fare una copia di quella di legno a San Francesco? ricordiamo poi che noi del Cartello avevamo preparato nel 2004 il Percorso Amaranto, tanto ben fatto e ragionato: sarebbe bastato ricopiarlo di sana pianta, e ne saremmo stati anche contentissimi.

ci si potrà obiettare che i cartelli siano stati un regalo di qualche buon’anima o ditta sponsor: noi diciamo che può trattarsi solo di una soluzione provvisoria.

e per finire, dubbio anche il posizionamento: guardate le foto, e diteci se appendereste dei quadri in casa vostra così. sono stati utilizzati dei supporti antiestetici, e se proprio eran necessari, facciamo notare che son taglienti sul bordo. si è anche bucato con il trapano il travertino delle porte del palazzo consolare. NOTA A POSTERIORI: DOPO CIRCA UNA SETTIMANA, ALMENO QUESTO PUNTO E’ STATO SISTEMATO A DOVERE, CON NUOVI SUPPORTI A MURO. QUANDO C’E’ UN MERITO, SIAMO BEN LIETI DI SOTTOLINEARLO [ma i buchi nel travertino son rimasti… :)].

ripetiamo allora per l’ennesima volta che una riunione informale con i tanti esperti di arte e di storia di ferentino, avrebbe permesso di capire che c’era qualche piccolo accorgimento da prendere. l’email è gratuita ed esiste anche un coordinamento tra le associazioni ferentinati a cui scrivere.

riguardo le fotografie, portiamo infine ad esempio due foto di san francesco scattate da pietro buonocore (che pur essendo un artista, non è un fotografo professionista), probabilmente migliori di quella utilizzata nel cartello ufficiale.

lodevolissima l’iniziativa, perchè sono cinquant’anni che esiste la pro loco ma nessuno aveva mosso un dito in questa direzione (ma allora la pro loco a cosa serve?!), ma ci piace ricordare che le cose fatte in fretta purtroppo lasciano il tempo che trovano, risultando alla fin fine in spese quasi inutili.

La scala di Piazza Martino Filetico

Posted on settembre 5th, 2007 in Attività,Povera Ferentino! by piko!

Questione annosa… vi rinfresco la memoria con il riassunto di un mio progetto del 2003, presentato al Comune nel 2004. Ecco quali erano le mie idee (con i relativi disegni):

ecco la meravigliosa scala per il prestigioso edificio del martino filetico!1) avrebbe potuto essere un parcheggio, uno skatepark, oppure un campo per giocare, non importa se regolamentare: in Italia basta un pallone. Si poteva organizzare un torneo di calcetto in estate, tra giugno e luglio, che avrebbe portato pubblico su in paese. E poi i bambini del centro di Ferentino non hanno spazio per giocare, tutto è invaso dalle macchine. Il campo di basket del liceo è sempre chiuso e per scavalcare qualcuno prima o poi si farà male. Se lo spazio resta aperto, può essere utilizzato anche per feste e manifestazioni.

2) La manutenzione deve essere nulla, altrimenti resterà abbandonato a se stesso: o tutto cementato come una volta (c’erano delle mattonelle verdi, e dall’alto – vedi google earth – dava un buon colpo d’occhio) o un giardino a tutta piazza, con delle panchine davanti al tramonto, nella porzione più irregolare della superficie. Tutti gli angoli comunque andavano raddrizzati, in modo da render più ordinato l’insieme.

3) avevo proposto una cisterna per l’irrigazione, da posizionarsi sotto la scala (vedi disegno), che raccogliesse l’acqua di scolo del piazzale. Un giardino avrebbe incorniciato le antiche mura sottostanti ed avrebbe fornito un’immagine di prestigio all’edificio del Martino Filetico. Un campo sarebbe stato utile ad i ragazzi del Liceo per lo sport, al sicuro dal traffico.

4) un parcheggio sotterraneo, sotto la superficie del campetto, era fattibilissimo (aggiungo però, con il senno di poi, che sarebbe meglio demolire la Paolini e sfruttare quello come parcheggio, operazione sicuramente meno costosa).

5) la scala andava sostituita con una uguale, ma con scalini più larghi, intervallata da passetti, magari anche più lunga nell’estensione, tanto di spazio ce n’era (soluzione semplicissima, economica, ordinata e poco invasiva).

Stamane incontro il Sindaco Piergianni Fiorletta in corridoio, ma mi chiede di pazientare ancora un pò perchè stavano discutendo della scala di Piazza Martino Filetico. Gli dico: “…sarei venuto proprio per quel motivo”, e lui mi fa intervenire in prima persona alla riunione nel suo ufficio, a tu per tu con progettisti, appaltatori e responsabili.

Ora, va premesso che il sottoscritto (Marco Infussi) abita proprio in Piazza Martino Filetico, e si ritrova il capolavoro in questione inserito nel panorama che osserva dalla finestra, e che era stato incaricato dal Sindaco in persona a controllare l’andamento dei lavori.

Ecco le problematiche:

1) la scala risulta sproporzionata: non si ottiene un effetto di simmetria, pur essendo i volumi inferiore e superiore uguali. Quello superiore spicca verso l’alto almeno 1,5 metri di troppo;

2) la scala sporge troppo verso l’interno del campetto, risultando sgraziata nel contesto ed occupando spazio;

3) i punti d’appoggio della scala non corrispondono alle travi che escono fuori dal cemento del pavimento, ed è questo l’unico motivo che mi ha spinto davvero su in Comune, perchè non poteva essere che i costruttori avessero sbagliato di un metro;

4) il tubo di scarico delle acque piovane della piazza non era stato considerato, e va quindi a sovrapporsi alla scala;

5) il passetto d’accesso alla scala e all’ascensore non si raccorda con la piazza: non è possibile che una struttura d’accesso ai disabili presenti un dislivello di 30 centimetri con il piano di strada.

Non avessi visto il progetto originario, dell’architetto Nicola XXX YYY di Frosinone, avrei potuto sparare a qualcuno. Sappiate che quel che è stato realizzato è distante anni luce dal disegno che era stato approvato: un’idea corretta, elegante, ragionata e fattibilissima. Era un bel progetto, insomma.

Ringrazio il Sindaco per avermi permesso di esprimere mie opinioni e soprattutto proporre modifiche ed integrazioni. Piergianni Fiorletta dimostra nuovamente di essere, quando ovviamente raggiungibile (vista la spessa cortina di collaboratori che lo ghermiscono, più che schermarlo), una persona ragionevole ed aperta. Mi ha colpito in particolare il suo stato d’animo, un misto tra frustrazione e rassegnazione. Emblematica una sua esternazione, che suonava più o meno così: “…ma come è possibile che ad Anagni spendono poco e fanno belle scale, e da noi vengon fuori queste cose?!?” (mi permetta la citazione liberamente interpretata).

Si è discusso di questo (punto per punto):

1) le proporzioni non possono essere alterate, perchè è necessario spazio per non si sa quale sistema di carrucole e cavi (ora, lo sanno anche i bambini che esistono montacarichi con un grosso pistone sotto, che non necessitano di cavi, anche perchè il dislivello è esiguo). Vorrei comunque sottolineare che non è necessario un ascensore alto 3 metri e più: ho visto ascensori da esterni con al massimo 30 centimetri di sistemi meccanici alla sommità. Quindi cominciate a segare quelle travi di almeno un metro… ;

2) la scala originaria non avrebbe dovuto sporgere in quella maniera, anzi, sarebbe risultata armonica con la sua forma a mezzaluna (un semicerchio la prima rampa, mezzo semicerchio la seconda rampa);

3) i punti d’appoggio non corrispondono perchè appunto la ditta non è riuscita a risolvere tecnicamente il problema. La domanda sorge spontanea: perchè allora ha vinto la gara d’appalto? Se una ditta ottiene un appalto, vuol dire che afferma di avere i mezzi per realizzare un dato progetto, no?

4) il tubo di scarico va spostato di cinque metri, a fronte di una spesa di 10.000 euro almeno, mi è parso di sentire. Quando i soldi sono pubblici, ci si va sul pesante, no? Adesso vorrei sapere se qualcuno di voi ha mai spostato un tubo, e se gli è costato tutti quei soldi. Alla Fornace la fogna ce la stiamo facendo da noi, e non ho speso più di 150 euro per spostare una serie di tubi che erano interrati e cementati. Mi sa tanto che troveranno qualche altra bomba, e saranno altri 30.000 euro di perizia;

5) la scusa utilizzata per giustificare un evidente errore di valutazione è davvero esilarante: dice che il livello della piazza si è abbassato di 30 centimetri. E come no, al passo di 30 centimetri in 3 mesi (e non ha nemmeno piovuto!) potevamo aspettare un anno e mezzo che si faceva una bella discesina e non serviva nemmeno più la scala!

Ora le mie opinioni:

1) ho parlato con l’ingegnere che si occupa di queste cose per il Comune, che mi dice: “… le idee però le potevi portare prima!”. In questo caso particolare le idee, che avete letto all’inizio, sono state protocollate a Luglio 2004 nel mio progetto “Esposizione di alcune idee per il settore dei servizi e del sociale, rivolte in particolare ai giovani”, al punto di pagina 3 “Il piazzale sottostante al Liceo Martino Filetico”. Era tutto scritto a chiare lettere e con largo anticipo, c’erano anche i disegni (!), ma è sempre faticoso legger qualcosa che sia più lungo di un sms qui in Italia. Cosa devo fare, mandare i progetti per telegramma!?

Bisogna interpellare i ragazzi! Non sono i ragazzi che vanno dalle Amministrazioni, deve essere il contrario. Bisogna istituire concorsi per i giovani, del tipo “progetta tu questa opera pubblica”, per poi affiancarli o integrarli con quelli già esistenti. In questa maniera si stimolano i giovani ad intervenire nella gestione pubblica del proprio paese, e questo susciterebbe interesse ed attaccamento alla terra natia, ed in più i giovani hanno delle esperienze formative non da poco che gli aiuterebbero non poco nel curriculum. Tra i miei amici (anche se spesso non ci vuole una scienza), conosco almeno 7 persone (di cui 4 sotto i 25 anni!) che studiano o si interessano di questi argomenti. Non capisco perchè un Comune non possa aiutare i propri studenti in questa maniera… il nostro nemmeno istituisce borse di studio, però quante feste alle modelle ed ai calciatori!

2) la ditta che ha costruito la scala secondo me meriterebbe la forca. Non ho ben capito cosa sia successo, ma mi sembra assurdo che un costruttore possa arrogarsi l’arbitrio di trasformare il disegno che è stato approvato, squadrandolo ed eliminando tutte le grazie. La scala è identica a quella del sovrapassaggio alla stazione, che ha avuto vita breve. E l’ascensore si comporterà alla stessa maniera: mai nessuno saprà chi avrà le chiavi per metterlo in funzione. Complimentoni!

3) vorrei tanto sapere il prezzo di tutta l’operazione. Se per spostare un tubo di plastica, questi pretendono 10.000 euro, la scala ne sarà costata almeno 250.000! Porca miseria, mezzo miliardo di lire per una ca**o di scala! Ma voi per la scala di casa vostra avete speso mezzo miliardo?! E questi sono soldi pubblici: la gente dovrebbe uscire con le spranghe in mano! Invece in Italia si pagano le tasse, come se fossimo tutti schiavi, dimenticando che in cambio bisogna ottenere dei servizi e, al minimo, un pò di correttezza.

4) si è parlato del sistema di illuminazione: ho chiesto impianto luci e corrente separati (in modo da poter spegnere le luci ma avere lo stesso corrente elettrica), da almeno 10 kwatt, altrimenti quali spettacoli potremo organizzarci? mi hanno detto che tutto intorno ci va il prato. allora ho chiesto se avevano previsto la manutenzione e l’irrigazione. “Si, c’è la predisposizione per l’irrigazione”. Allora gli dico: “Ma predisposizione non vuol dire che l’impianto è pronto e funzionante!” e il signore della ditta stà zitto. Allora chiedo se era almeno possibile raccogliere l’acqua piovana di scolo per irrigare, ma l’ingegnere del Comune mi dice che bisognava pensarci prima. A quel punto gli ripeto che le mie idee risalgono ad almeno tra anni fa. Vedrete che, al campetto, cresceranno solo le fratte.

5) il Sindaco ha chiesto di abbellire la scala in una qualche maniera. Gli altri in sala avevano tutti facce del tipo “…eh, c’è poco da fare” e anzi, a qualcuno è anche scappato ad alta voce. Allora dico: poveraccio il Sindaco, che è costretto a metterci la faccia ogni volta che l’inettitudine crea questi casini. Ha chiesto di eliminare un tubo, e gli rispondono che lo copriranno con una lastra di rame, oppure con una rete elettrosaldata su cui far crescere le piante. Ha chiesto di verniciare almeno il pavimento, che risulta smorto e scadente (“…potevate mischiarchi un pò di vernice mentre lo impastavate, almeno veniva di un colore uniforme…”), e la risposta è stata “… lo verniciamo amaranto”. Ma che risposte sono!? Fossi stato il Sindaco, in quel momento avrei menato schiaffoni! Il tubo inutile? Via, asportare, eliminare! La scala non è come da progetto? Te la riporti e la metti a casa tua, visto che ti piace tanto!

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