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Il Cartello per la promozione e diffusione delle arti » Povera Ferentino!
Antiche Fornaci Giorgi - cotto fatto a mano, dal 1735 a Ferentino - sponsor principale Associazione Il Cartello per la promozione e diffusione delle arti


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Report scuola Paolini, Ferentino

Posted on agosto 28th, 2007 in Attività,Povera Ferentino! by piko!

le polemiche sulla società di trasformazione urbana (stu) sono accese, si pensa agli edifici come se fossero già venduti, ma nessuno si è ancora preoccupato di controllare davvero in quale stato vertano i tanto discussi stabili. il servizio fotografico che segue vi mostrerà il totale disastro della scuola paolini, soldi pubblici [cliccare qui per visualizzarlo].
vi basterà cliccare sul collegamento qui sotto e scorrere le foto con le frecce direzionali sulla tastiera. in caso vogliate pubblicare le foto a mezzo stampa o internet, contattate 17k all’indirizzo 17[at]amolenuvolette.it.

clicca qui - report fotografico scuola paolini ferentinola scuola paolini sembra stata abbandonata per un’emergenza atomica, sismica o un incendio. lo scenario è da film, e le foto parlano da se. in particolare, nella zona della scuola elementare, non una sola porta, finestra, tavolino, scatolone, mattonella, muro o sedia son stati risparmiati. distrutte anche le porte tagliafuoco, non si sa come. e chissà quanti oggetti, chiusi in scatoloni, sono stati rubati durante queste annate d’abbandono.

c’è ancora una piccola biblioteca che potrebbe esser salvata, contenente non meno di 700 volumi, che potrebbe esser integrata a quella comunale previa selezione.
si incontrano nel cammino numerose attrezzature didattiche: banchi, sedie, lavagne, giocattoli, costumi, gessi e vernici, costruzioni, filmati e diapositive, cartine geografiche, attrezzi da palestra. avrebbero potuto esser riutilizzate, considerata anche la loro carenza, ma è troppo tardi.

segni di incendio e di allagamento più o meno in prossimità di ogni scala.

la palestra è completamente divelta, come lo sono tutti i bagni, mai recuperati durante lo sgombero. si è salvato solo un bagnetto per piccini, con le porte gialle, al piano terra ed il bagno delle ragazze dell’ex liceo.

le luci al neon al soffitto sono integre, ma i quadri degli impianti elettrici no.

migliore la situazione nell’ex-liceo: l’impressione è almeno quella di una fuga ordinata, con pochissimi oggetti lasciati in giro. ma lo scandalo più grave riguarda proprio il laboratorio di chimica, situato all’ingresso: oggetti ed attrezzature per un valore di almeno 15.000 € giacciono inutilizzate o inutilizzabili alla mercè dei vandali. quattro banchi anecoici, con lavandini, impianto elettrico e becchi bunsen, un armadietto blindato e ventilato che conteneva reagenti, una cappa aspirante grande, e varie altre attrezzature da laboratorio, erano costate soldi alla scuola e fatica a professori e studenti come me che si occupavano di tenere il laboratorio in ordine.

curiosa la sorte del laboratorio di informatica: non potendo rompere la porta blindata che lo proteggeva, è stato depredato bucando con un banco il muro in cartongesso dell’aula confinante. mi chiedo allora se, con tanto rumore, nessuno dei numerosi vicini abbia potuto accorgersi di nulla. a maggior ragione le scorribande sono avvenute di giorno, ed è facile per i dirimpettai guardare nei finestroni della scuola.

in definitiva, pessima l’organizzazione logistica per il trasferimento delle scuole elementari, migliore quella per il liceo, ma resta da considerare lo spreco per i laboratori di chimica ed informatica.

ultima nota: i sondaggi per la stabilità dell’edificio. come le foto dimostrano, c’è una totale incoerenza tra i materiali utilizzati nella costruzione. alle testate d’angolo dell’edificio, non ci sono nè incastri, nè cordoli di cemento: solo un’accozzaglia di laterizi, tufi e pietre, messi a casaccio e tenuti assieme da strati di cemento. crepe ovunque, anche profonde un dito, e spaccature che corrono verticali sui pilastri dal piano terra all’ultimo piano. le stesse piastre sonda risultano piegate, segno che l’edificio non è stabile. anche le scale presentano segni di cedimento, come il terrazzo e la scala esterna.

ma che casino è mai questo!?resta una domanda: ma ci voleva tanto a mettere un guardiano che, una volta alla settimana, controllasse che fosse tutto ben sigillato? un lucchetto alla fine costa 5 euro, una catena pure, e pagare una persona per così poco lavoro non avrebbe portato a più di 200 € di spesa mensile. i danni ora, sono per milioni di euro. ed è allora nuovamente convalidata la mia tesi: ristrutturare la paolini avrebbe costi proibitivi e non assicurerebbe la sua validità come struttura abitativa. quindi: demolire la paolini.


NOTA BENE PER L’AMMINISTRAZIONE:
forse è il caso di costituire un gruppo di persone che vada a salvare il salvabile, magari parcheggiandolo momentaneamente in un deposito comunale, perchè è comprensibile che alcuni oggetti, molto pesanti, non siano stati spostati. il collettivo amolenuvolette.it e l’associazione il cartello si rendono disponibili. il valore totale degli oggetti presenti ancora in scuola non è inferiore a 20.000 €, e con i tempi che corrono forse non è il caso di sprecare attrezzature scolastiche e didattiche. sfido qualsiasi scuola ad avere un finanziamento così da buttare alle ortiche.

La controproposta alla STU del Comune di Ferentino

Posted on agosto 27th, 2007 in Attività,Povera Ferentino! by piko!

il territorio di ferentino ha numerose situazioni di degrado urbano: urgono interventi risolutori da parte del comune e, di conseguenza, eventuali società di trasformazione urbana. basti pensare all’indecente situazione in cui si trovano le mura poligonali di santa lucia, con scarichi discendenti dalle abitazioni soprastanti. nessuna amministrazione per ora si è impegnata a risolvere concretamente tale problema, che fornisce una immagine distorta della città.

bomb the paolini!questo articolo intende essere una proposta alternativa al progetto di fattibilità redatto dal comune per la zona ex paolini e gli archi di casamari.

complesso ex-paolini: costruito a partire dal 1946 su un progetto di scuola elementare dalle dimensioni contenute, fu successivamente ampliato, prolungando in modo consistente i corpi di fabbrica, con tutte le conseguenze negative venutesi a creare. dall’abitato di ferentino emerge una lunga ed alta cortina muraria, che stravolge i profili della città antica, non permettendo (assieme ad altri mostri edilizi) alcun affaccio panoramico per un buon tratto della circonvallazione lolli ghetti. gli stessi estensori del progetto originario si dissociarono all’attuazione di tale soluzione. la scuola è stata poi dichiarata inagibile per problemi strutturali (muri portanti fatti con mattoni e pietre, messi in opera senza nessi costruttivi, specie nella parte prolungata), inadueguata in materia di sicurezza (sistemi antincendio, uscite di sicurezza) e di risposta sismica. la soluzione migliore è quindi la sua COMPLETA DEMOLIZIONE. al suo posto si realizzerebbe a livello di strada un’ampia terrazza panoramica, dotata di parcheggio per una quarantina di auto, di una costruzione di circa 600 metri quadri per ristoro e servizi e di uno sportello per informazioni turistiche. ai livelli inferiori, raggiungibili con rampa, altri parcheggi (eventualmente un multipiano), alternati a zone di verde attrezzato (assolutamente carente nel centro di ferentino), per un totale di più di duecento auto. un percorso pedonale, indipendente dalla rampa, dotato di ascensori, garantirebbe un migliore accesso alla zona sottostante, che ospita gli archi di casamari, il testamento di aulo quintilio, mura romane, santa maria maggiore ed il quartiere di santa lucia: una autentica passeggiata archeologica, da integrare con la strada che sale di via casilina, eventualmente chiusa al traffico (escludendo i mezzi di soccorso).

edificio macioti: in disuso da anni, dopo esser stato sede di servizi sociosanitari; per le sue caratteristiche di edificio dagli ampi spazi, sarebbe idoneo ad ospitare una struttura al servizio della zona archeologica, per esposizioni, conferenze, o un’istituzione universitaria, centro di documentazione, di studio e di ricerca archeologica. ricordiamo che ferentino, come città romana, è ancora da scoprire del tutto. la costruzione può esser riportata alle sue dimensioni originarie, demolendo le sopraelevazioni e le aggiunte, che non possiedono alcun criterio architettonico nè estetico, contribuendo a deturpare i profili del centro storico non meno della paolini.

edificio ex omni: è una palazzina di architettura razionalista che va mantenura integralmente. per le caratteristiche di distribuzione degli spazi interni si adatterebbe assai bene ad ostello, avvalorando ancor di più la vocazione turistica della zona, essendo poi stato costruito come casa del madre e del bambino, come edificio per servizi sociali. potrebbe anche essere accessibile con una passerella dal retro, poichè poco distante dal piazzale sottostante alla paolini. cadrebbe così l’idea di ricavare nell’area sottostante l’omni un parcheggio pubblico con garage e box, chiamati enfaticamente dal comune contenitori per auto. secondo il progetto stu originario, questa seconda infrastruttura aumenterebbe il traffico: la zona invece va percorsa il più possibile pedonalmente per via delle alte valenze ambientali e culturali, mettendo il turista nelle migliori condizioni psicologiche per godersi al meglio un lembo della ciociaria archeologica.

la passeggiata archeologica è una infrastruttura turistica: potrà attrarre maggiore interesse se sarà anche un itinerario piacevole, ricco di sorprese naturalistiche e, perchè no, artistiche: un giardino botanico nell’ultimo tratto condente al testamento di aulo quintilio, un percorso di sculture e di installazioni nel resto del percorso. lo spazio pianeggiante, vicino agli archi di casamari, potrebbe esser attrezzato per ospitare eventi. sarà anche necessario recuperare le due casette rurali, ormai ridotte a ruderi, in prossimità di quella zona: aumenterebbero il potere ricettivo della zona.

come sostenuto in altre occasioni inoltre, la demolizione della paolini avrebbe notevole rilevanza mediatica, se ben gestita in immagine e comunicazione. il comune, è vero, rinuncerebbe ad un affare immobiliare, ma riparerebbe un danno paesistico abnorme, causato sessant’anni fa. il ritorno economico sarebbe più lento, ma restituirebbe verginità ad uno dei luoghi archeologici più suggestivi e fotografati della ciociaria del passato: di conseguenza, le attività connesse al turismo culturale fiorirebbero.

questa proposta allora, non vuol dire rinunciare ai privati, ma selezionarli, evitando pericolose cordate di palazzinari, che già nel passato han fatto tanto male al nostro paese.

arch. giancarlo canepa

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l’opinione di marco infussi:

il senso comune, purtroppo, non prevale mai.
allora mi dico: proviamo a ragionare come ragionano i politici.

1) abbattere la paolini creerebbe una risonanza pubblicitaria che permetterebbe all’attuale amministrazione di vincere nuovamente le elezioni. questo vuol dire, in politichese, perdere un uovo oggi, ma mangiare una gallina domani, se proprio per loro è necessario mangiare tutte le galline che ci sono. immaginate il sindaco in diretta tv a guidare la ruspa che per prima abbatte un pezzo di paolini: altro che punta perotti! ma questo, non lo capiscono.

2) ogni tanto, un gesto non guasterebbe. almeno una parvenza di correttezza nei confronti della cittadinanza, almeno per salvare la faccia, ora che l’attuale amministrazione esce. sembra che abbiano paura ad arrischiarsi a fare una buona azione. però quando serve, tutti buoni cristiani. la gente non è scema, le figuracce se le ricorda: sa già a chi finirà in mano tutta l’operazione, e anche se ancora non ha capito chi manovra il tutto, se ne accorgerà dopo, al momento degli atti notarili e delle vendite. e poi l’edificio cade già a pezzi, è irrecuperabile, e comunque ristrutturarlo per destinarlo ad altro avrebbe costi proibitivi… ma nemmeno questo capiscono.

3) sono dieci anni che ci si lamenta per i parcheggi: sotto la paolini, mantenendola al livello della strada, con una terrazza, potrebbe esserci spazio per il multipiano definitivo, a 100 metri dalla piazza e dagli uffici. ditemi voi in quale altro posto a ferentino può esserci spazio per un multipiano. questa è proprio l’evidenza, ma non la capiscono.

4) attenzione, vi stò per dire il motivo per cui l’operazione, dal punto di vista dell’amministrazione che vende, è senza rischi. tutti si chiederanno: mi chi è che va a mettere gli uffici in quei postacci? chi è che andrà ad abitarci? le destinazioni direzionali, lo sanno pure i bambini, non esistono: diventeranno tutti appartamentini. ora, notoriamente (e non mi tacciate di qualunquismo!) demoliamo i mostri edilizi!il target di acquirenti di certo non saranno i ferentinati. tutti i cittadini, extracomunitari e non, che hanno la necessità (e, attenzione, per me ne hanno tutto il diritto!) di integrarsi nella società ferentinate, acquisteranno secondo possibilità appartamenti interessati dalla stu, che sono però scadenti dal punto di vista abitativo, perchè ristrutturare la paolini costerà uno sproposito, e nessuno lo farà, per guadagnarci il più possibile. questo creerà disagio, perchè la zona non è pronta ad ospitare 1000 nuovi abitanti (24.000 metri quadri, divisi in appartamenti di 100 metri quadri per andare al ribasso, fanno 240 abitazioni, per 4 persone ad appartamento fanno 1000 persone). disagio perchè, ve lo dice chi ci ha studiato per 5 anni, la scuola paolini è malsana, fredda ed ha l’aspetto e la vivibilità di un carcere. ma questo, non è che non lo capiscono, è che non vogliono pensarci. è gente che pensa alle uova oggi e basta.

ecco il punto: sfruttare la povera gente che ha assoluto bisogna di una casa, tirandogli un bel bidone! d’inverno fa un freddo cane e d’estate un caldo pazzesco. ci sono zone in cui non batte il sole nemmeno un giorno l’anno, dove crescono muschi, licheni e funghi. i muri sono di cartongesso e ci sono infiltrazioni di umidità. la palestra ha un eco ed un riverbero inarrestabile. le scale ed i piani inferiori si allagano quando piove. i rivestimenti interni ed esterni sono di pessima qualità e cadono a pezzi in caso di terremoti. quindi: CITTADINI DIFFIDATE, NON ACQUISTATE NEMMENO UN METRO DI PAOLINI! è questo l’unico modo per far saltare l’operazione. e sarò veramente contento il giorno in cui la cordata di speculatori rimarrà con un pugno di mosche in mano! ed in quel momento: civil action. i cittadini acquisteranno l’edificio al prezzo simbolico di 10 euro, per demolirlo. e poi una targa commemorativa di tutti colori che volevano fregarci.

5) la paolini è proprio brutta. ferentino non ha un pizzico di verde e soprattutto nessuna area abbastanza grande da farci giocare a pallone i bambini. il panorama senza paolini invece sarebbe meraviglioso. senza di lei, e senza tutti i penosissimi edifici che si son costruiti nel tempo. lo spazio non lo capisce più nessuno! lo spazio fa si che le persone prendano a sognare in grande, lo spazio fa crescere i ragazzini con la cognizione che la vita è bella. lo spettacolo della natura assiste nel corteggiamento, i tramonti e le lune sono i migliori amici degli innamorati. fosse per me, prenderei la ruspa ogni notte e andrei a spianare ed a piantare alberi. ma figurati se poi in amministrazione capiscono anche che un pò di poesia, fa magico il paese. e ti fa venir voglia di viverci.

ferentino: il primo comune del mondo che distrugge gli abominevoli palazzoni! quindi, bomb the paolini. grazie.

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post scriptum: pensavo a come, stranamente, il comune abbia preferito spogliarsi di edifici di pregio, come il martino filetico o l’ex fracco, mantenendo invece catorci assoluti come la paolini, che comunque 2 milioni di euro almeno li vale (anche se per me resta una valutazione al ribasso, viste le dimensioni). fossi stato io a decidere, avrei venduto prima gli edifici peggiori, mi sembra ovvio. certo che il martino filetico in mano ai palazzinari sarebbe stato davvero troppo. che sia un piano già deciso dall’inizio?

sii mecenate!

Posted on dicembre 7th, 1997 in Artisti,Attività,Povera Ferentino!,Spazi espositivi,Sponsors,Various by piko!

L’associazione Il Cartello per la promozione e diffusione delle arti Ti ringrazia innanzitutto per aver cliccato su questo articolo.

Gaio Cilnio mecenate (Arezzo, c. 68 a.C. – 8 a.C.), nato da un’antica famiglia etrusca, fu un influente consigliere di Ottaviano Augusto.

Formò un circolo di intellettuali e di poeti che protesse, incoraggiò e sostenne nella loro produzione artistica. Fra questi si possono annoverare Orazio, Virgilio e Properzio. Molte opere di questi poeti sono a lui dedicate.

Con questo suo atteggiamento egli contribuì efficacemente ad elevare il tono della vita letteraria e culturale dell’era di Augusto.

Sii anche tu Mecenate.

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il report sulle penose condizioni della scuola paolini realizzato da marco infussi un esperimento di social networking